SEGUIRE GESÙ
«Seguire» Gesù è una metafora che i discepoli impararono nei cammini della Galilea. Per loro significava non perdere di vista Gesù; non allontanarsi da lui, camminare, muoversi, e fare passi dietro di lui. «Seguire» Gesù esige una dinamica di movimento, perciò l’immobilismo nella Chiesa è una malattia mortale: uccide la passione per seguire Gesù condividendo la sua vita, la sua causa e il suo destino.
Le prime generazioni cristiane non dimenticano mai che essere cristiano è «seguire» Gesù e vivere come lui. Questo è fondamentale. Perciò Luca dà molta importanza a tre frasi di Gesù.
Prima frase. A un tale che gli si avvicina deciso a seguirlo gli dice: «Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». L’istinto di sopravvivenza nella società moderna sta portando i cristiani a cercare la sicurezza. La gerarchia si affretta per recuperare un appoggio sociale che sta diminuendo. Le comunità cristiane perdono peso e forza per influire nell’ambiente: non sappiamo «dove posare il capo». È il momento d’imparare a seguire Gesù in maniera più umile e vulnerabile, ma anche più autentica e reale.
Seconda frase. A un tale che chiede di andare prima a seppellire suo padre, Gesù gli dice: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il Regno di Dio». Nella Chiesa spesso viviamo distratti da abitudini e obblighi dal passato, ma questi non aiutano a generare vita evangelica. Ci sono pastori che si sentono come «morti che si dedicano a seppellire morti». È il momento di tornare a Gesù e cercare per prima cosa i Regno di Dio. Solo così potremo e vivere la fede come voleva Gesù.
Terza frase: A un altro dice: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il Regno di Dio». Guardando solo indietro non è possibile annunziare il Regno di Dio. Quando si affoga la creatività o si uccide l’immaginazione evangelica, quando si controlla ogni novità come pericolosa e si promuove una religione statica, stiamo impedendo il seguimento vivo di Gesù. È il momento di cercare, ancora una volta, «vino nuovo en otri nuovi». Lo chiedeva Gesù.
José Antonio Pagola
Traduzzione: Mercedes Cerezo






