UNA DOMANDA DECISIVA
«Ma voi, chi dite che io sia?» Questa domanda di Gesù non è solo indirizzata ai suoi primi seguaci. Si tratta della questione fondamentale a cui, noi, che ci confessiamo cristiani dobbiamo trovare risposta.
La nostra prima reazione potrebbe essere quella di trovare rapidamente una risposta dottrinale e confessare in maniera routinaria che Gesù è il «Figlio di Dio incarnato», il «Redentore» del mondo, il «Salvatore» dell’umanità. Titoli molto solenni e ortodossi, senza dubbio, ma che possono essere pronunziati senza nessun contenuto vitale.
La domanda di Gesù chiede semplicemente la nostra opinione. Ci interpella, sopra tutto, sopra il nostro atteggiamento davanti lui, che non solo mostriamo con le nostre parole, ma sopra tutto, nella nostra sequela concreta dietro di lui. Come scrisse qualche teologo: «La breve proposizione: “Io creo che Gesù è il Figlio di Dio”, significa una cosa completamente diversa se la pronuncia Francesco di Assisi o la pronunzia uno degli attuali dittatori sudamericani. Il Dio di quegli uomini non è lo stesso Dio che Dio invoca per dirigere la sua condotta».
Le parole di Gesù richiedono un’opzione radicale. O Gesù è un personaggio in più, fra tanti altri della storia o è la Persona decisiva che ci proporziona la comprensione ultima dell’esistenza e dà l’indirizzo decisivo alla nostra vita e ci offre la speranza definitiva.
La domanda «Ma voi, chi dite che io sia?» ha un nuovo contenuto: Non si tratta più di una questione su Gesù, ma su noi stessi. Chi sono io? In chi credo? Qual è l’orientamento della mia esistenza? A che si riduce la mia fede?
Tutti dobbiamo ricordare sempre che la fede non si può identificare con le formule che pronunziamo. Per comprendere meglio il valore di «quello che i credo» bisogna verificare come vivo, quale sono le mie aspirazioni, a che mi confronto?
Perciò, la domanda di Gesù, più che un esame sulla nostra ortodossia, dovrebbe essere l’appello a uno stile di vita cristiano. Non si tratta, però, di dire o credere qualcosa su Gesù e nemmeno fare delle solenni professioni di una fede ortodossa per poi vivere molto lontani dallo spirto che questa proclamazione di fede esige e porta con sé.
José Antonio Pagola
Traduzzione: Mercedes Cerezo





