LA SALVEZZA DEL RICCO
Sono tanti i cristiani di buona posizione a cui non piace la «moda» che è entrata nella Chiesa di parlare tanto dei poveri. Non capiscono che l’Evangelo possa essere anche per loro una buona notizia, anziché essere ascoltato dai ricchi come una minaccia per i loro interessi e come un’interpellanza alla loro ricchezza.
Pensano che tutto ciò sia soltanto una sorta di demagogia, un’ideologizzazione illegittima dell’Evangelo e, in definitiva, «fare politica di sinistra». Perché non è vero che tutti si avvicinavano a Gesù allo stesso modo? Non accoglieva poveri e ricchi con lo stesso amore? Non offriva a tutti la salvezza?
Certo, Gesù si avvicina a tutti per offrire la salvezza, ma non nello stesso modo. Ai ricchi si avvicina per «salvarli» prima di tutto dalle loro ricchezze.
In Gerico, Gesù si fa ospitare nella casa di un ricco. L’uomo lo riceve con gioia, per lui è un onore ricevere il Maestro di Nazareth. Quando incontra Gesù e ascolta il suo messaggio, il ricco cambia. Scopre che quello che importa non è accaparrare, ma condividere e decide dare la metà dei suoi beni ai poveri. Scopre che deve far giustizia a quelli che ha derubato e si compromette a restituire generosamente. Solo allora Gesù proclama: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza».
Al ricco è offerto soltanto un cammino di salvezza, quello di condividere quello che possiede con i poveri che ne hanno bisogno. È l’unico «investimento cristianamente produttivo» che può fare dei suoi beni.
La ragione è semplice: non è possibile un mondo più fraterno se i ricchi non cambiano atteggiamento e accettano di ridurre i loro beni a beneficio degli impoveriti per l’attuale sistema economico.
È questo il cammino di salvezza offerto ai ricchi. «Essi possono ricevere aiuto quando soltanto riconoscono la loro povertà e sono pronti per entrare nella comunità dei poveri, soprattutto di quelli che loro stessi hanno ridotto alla miseria con la violenza» (Jürgen Moltmann).
José Antonio Pagola
Traduzzione: Mercedes Cerezo






