APPARTENIAMO SOLO A DIO
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Queste parole di Gesù con frequenza sono state utilizzate per stabilire una frontiera chiara fra gli affari politici e i religiosi e poter difendere, in questo modo l’assoluta autonomia dello Stato davanti a qualunque questione proposta dalla fede.
Secondo quest’interpretazione, Gesù avrebbe piazzato l’uomo, da una parte, di fronte agli obblighi di carattere civico-politici e, d’altra, davanti ad un’interpellanza religiosa, come se l’uomo dovessi rendere conto degli affari sociopolitici davanti al potere politico de degli affari religiosi davanti a Dio
L’intenzione di Gesù non è questa; la forza delle sue parole è nella parte finale. Lo hanno interrogato insidiosamente sul problema dei tributi e Gesù risolve presto il quesito: se hanno monete che appartengono a Cesare, dovranno accettare le conseguenze di ciò che comporta. Gesù, però, introduce un’idea nuova che non c’era nella domanda degli avversari.
In maniera inaspettata introduce Dio nel problema. L’immagine della moneta appartiene a Cesare, ma gli uomini non devono dimenticare che sono portatori dell’immagine di Dio e, pertanto, appartengono a lui. Così l’affermava la tradizione biblica. In quel momento possiamo capire quello che pensava Gesù. «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, ma non dimenticate che voi stessi appartenete a Dio».
Per Gesù, Cesare e Dio non sono due autorità allo stesso livello che devono condividere la sottomissione degli uomini. Dio è sopra a qualunque Cesare ed egli non può mai esigere quello che appartiene a Dio
Nei tempi in cui cresce il potere dello Stato e per i cittadini sempre è più difficile diffendere la loro libertà in una società dove quasi tutto è diretto e controllato, noi credenti non dobbiamo lasciarci rubare da nessun potere la nostra coscienza e la nostra libertà.
Dobbiamo compiere onestamente i nostri compiti di cittadini, ma non possiamo lasciarci modellare né dirigerci da nessun potere che ci metta in confronto con le esigenze fondamentale del Regno di Dio.
José Antonio Pagola
Traduzzione: Mercedes Cerezo





